Je suis grec

 L’antico ammonimento “de te fabula narratur” si è, negli ultimi tempi, interiorizzato nella consapevolezza che, in molte occasioni, fa dire a ciascuno di noi: “la favola parla di me”. Questo e’ il senso della moderna espressione di compartecipazione al dramma che ha suonato e suona: je suis Charlie.

La stesso atteggiamento dovrebbe esprimersi di fronte alla tragedia Greca. Perché je suis grec? In che senso e in che modo non dobbiamo limitarci ad essere paternalisticamente indulgenti verso i greci, ma sentirci legati ad un identico destino? Il modo come affronteremo il tema e’ decisivo per presentarci con maggiore chiarezza all’appuntamento di fine aprile quando severissimi giudici, che si considerano esenti da colpe, dovranno esprimere il loro verdetto sulle misure che saranno adottate dal governo greco, dopo quell’accordo del 24 febbraio, che ha concesso una boccata d’aria alla Grecia, in attesa di un successivo durissimo show-down. Continue reading

Diminuzione della criminalità economica

La confindustria ha rivelato che la diminuzione della criminalità economica garantirebbe un aumento di quasi 1 per cento della crescita. Allora perché ci si è concentrati solo sull’articolo 18? Bisogna cambiare l’agenda della polica, mettendo al centro dell’attenzione temi come la questione morale, la messa in sicurezza del paese e l’uguaglianza quale strumento fondamentale per creare sviluppo e lavoro.

L’eredità di Berlinguer

Credo che sia di un certo interesse cogliere gli elementi fondamentali del pensiero politico di Berlinguer raccolti dalla generazione che si era formata sotto la sua direzione. Tenendo presente che in una visione non oleografica della storia il lascito del passato si configura nel doppio movimento della continuità e del superamento.

L’eredità lasciataci da quell’indimenticabile dirigente politico va pertanto, inquadrata in una fase di declino del Pci che coincide con il declino della prima repubblica, e rappresenta l’annuncio della crisi storica della politica, del suo decadimento e della sua corruzione. Continue reading

Grillo é la febbre del sistema..

 Bisogna capire qual é la malattia
“Non so se Renzi mi piace. Ce l’ho sotto osservazione”

Achel non molla: l’uomo della Bolognina, che superò il comunismo in Italia, che impresse alla sinistra la svolta, non ci sta all’oblio e alla disinformatjia alimentata da certi suoi ex-compagni che, negli anni, ne hanno fatto il capro espiatorio della sconfitta del 1994 contro Silvio Berlusconi. Achille Occhetto, classe 1936, torinese, segretario di quel Pci che divenne Pds nel 1989, continua a girare l’Italia a presentare il libro che ha scritto per Editori riuniti, La gioiosa macchina da guerra, con qui ricostruisce quegli anni, a partire proprio da quella battuta sullo schieramento progressista, cui si volle dare una connotazione di rivendicato orgoglio mentre, a suo dire, era solo autoironica: «Fu per non chiamarla Armata brancaleone, tanto era un’alleanza litigiosa». Continue reading

“QUANDO C’ERA BERLINGUER”

di Alessandra Severini, Gabriele Niola


Quale fu il suo rapporto con Berlinguer?

«Gfotoli volevo molto bene, sentivo nei suoi confronti una specie di empatia. Fu un rapporto molto intenso, anche perchè fu lui a portarmi nella segreteria del partito, con una scelta anche contrastata da una parte del partito, quella che era la corrente migliorista. Insieme fissammo la data del comizio di Padova che gli sarà fatale e quando gli proposi di recarsi il giorno dopo a Comiso in Sicilia, lui mi disse con un lieve sorriso ironico: “Va bene, se sarò ancora vivo ci andrò”». Continue reading