Je suis grec

L'antico ammonimento "de te fabula narratur" si è, negli ultimi tempi, interiorizzato nella consapevolezza che, in molte occasioni, fa dire a ciascuno di noi: "la favola parla di me". Questo e' il senso della moderna espressione di compartecipazione al dramma che ha suonato e suona: je suis Charlie. La stesso atteggiamento dovrebbe esprimersi di fronte alla tragedia Greca. Perché je suis grec? In che senso e in che modo non dobbiamo limitarci ad essere paternalisticamente indulgenti verso i gr...
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Diminuzione della criminalità economica

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La confindustria ha rivelato che la diminuzione della criminalità economica garantirebbe un aumento di quasi 1 per cento della crescita. Allora perché ci si è concentrati solo sull'articolo 18? Bisogna cambiare l'agenda della polica, mettendo al centro dell'attenzione temi come la questione morale, la messa in sicurezza del paese e l'uguaglianza quale strumento fondamentale per creare sviluppo e lavoro.
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L’eredità di Berlinguer

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Credo che sia di un certo interesse cogliere gli elementi fondamentali del pensiero politico di Berlinguer raccolti dalla generazione che si era formata sotto la sua direzione. Tenendo presente che in una visione non oleografica della storia il lascito del passato si configura nel doppio movimento della continuità e del superamento. L'eredità lasciataci da quell'indimenticabile dirigente politico va pertanto, inquadrata in una fase di declino del Pci che coincide con il declino della prima repu...
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Grillo é la febbre del sistema..

Bisogna capire qual é la malattia "Non so se Renzi mi piace. Ce l’ho sotto osservazione" Achel non molla: l’uomo della Bolognina, che superò il comunismo in Italia, che impresse alla sinistra la svolta, non ci sta all’oblio e alla disinformatjia alimentata da certi suoi ex-compagni che, negli anni, ne hanno fatto il capro espiatorio della sconfitta del 1994 contro Silvio Berlusconi. Achille Occhetto, classe 1936, torinese, segretario di quel Pci che divenne Pds nel 1989, continua a girare l’I...
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“QUANDO C’ERA BERLINGUER”

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di Alessandra Severini, Gabriele Niola Quale fu il suo rapporto con Berlinguer? «Gli volevo molto bene, sentivo nei suoi confronti una specie di empatia. Fu un rapporto molto intenso, anche perchè fu lui a portarmi nella segreteria del partito, con una scelta anche contrastata da una parte del partito, quella che era la corrente migliorista. Insieme fissammo la data del comizio di Padova che gli sarà fatale e quando gli proposi di recarsi il giorno dopo a Comiso in Sicilia, lui mi disse ...
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