ARTICOLO DI OCCHETTO nel dibattito aperto da De Giovanni sulle illusioni dell’89 (L’Unita’- 3-5-2016) Ho trovato il saggio di De Giovanni, come sempre, stimolante. Non si può non convenire sul fatto che il mondo scaturito dal  mutamento epocale dell’ottantanove abbia lasciato sul terreno giganteschi problemi aperti e illusioni svanite nel nulla. Tuttavia, sia pure per sommi… Read More


In Italia dopo la caduta di Berlusconi si pensa di oltrepassare la fase transitoria del governo dei tecnici con la ricerca di un nuovo leader. E’ del tutto evidente che le singole personalità hanno una funzione in politica, come del resto anche in altre attività umane. Dei leaders – al plurale – sono dunque necessari. Ma quello che non va è l’ossessione leaderistica, molto spesso affidata esclusivamente all’immagine, con la quale si tende a oltrepassare i problemi reali della politica, che sono corali e riguardano la contrapposizione degli interessi, l’idea stessa di Paese che si vuole costruire e, soprattutto, i reali rapporti di forza non solo politici ma anche sociali.

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La prima delle mie riflessioni settimanali intende prendere il toro per le corna. La disillusione, lo smarrimento e il disgusto sono dilaganti. La politica è nel pantano. Badate, questo non è un insulto: è la costatazione che la politica è come il carro di una carovana che rimane impantanato nel guado di un fiume. E sul carro tutti danno la colpa agli altri, si accapigliano e si insultano. E’ evidente che ci sono anche delle responsabilità contingenti. Tuttavia la situazione richiede un ripensamento di fondo proprio sulla politica, richiede una umile ricerca intellettuale e morale, e un impegno costante per la riforma della politica. Espressione questa che ci riporta al tema di una critica della politica e, conseguentemente, del potere, cioè di quella inesorabile catena che lega il maschilismo alla violenza, la violenza al dominio e il dominio all’essenza stessa del potere. Ciò richiederebbe una visione più alta rispetto a una critica politologica tutta interna al politico in senso stretto. Occorrerebbe incominciare a indagare sui rapporti che si instaurano tra le diverse forme di dominio e le visioni del mondo, le cosmologie, ovvero: l’idea che ci facciamo della nostra collocazione non solo nella classe, nel paese, nel pianeta, ma persino nell’immensità infinita del cosmo. Sarei portato a consigliare ai giovani studiosi la ricerca nella direzione di una radiografia del potere e dei poteri.

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