Il 10 novembre del 1989 cade il muro di Berlino e Occhetto, dichiarando finita l’epoca storica della divisione del mondo in due blocchi contrapposti, incomincia a affermare che è giunto il momento di fare crollare anche il muro ideale che aveva diviso le forze democratiche e di sinistra della Resistenza.

Due giorni dopo, in una celebrazione di partigiani alla Bolognina, lancia la “Svolta”. E con la “Svolta” l’idea del nuovo inizio della sinistra e di tutto il sistema politico italiano.

All’inizio del 1990 viene rieletto segretario al termine del Congresso nazionale di Bologna – denominato il congresso della svolta -, dominato per la prima volta da una libera e vivace discussione tra correnti politiche contrapposte, il che segnerà, in questo modo, la fine storica del “centralismo democratico”.

La decisione a favore della svolta fu caratterizzata dal più ampio dibattito democratico mai verificatosi in tutti i partiti e dalla più vasta consultazione politica della base dei militanti, che coinvolse una parte rilevante del paese: al termine di quel processo il 70 per cento si dichiarerà favorevole al cambiamento. Alla fine del 1990 scrive la “Dichiarazione di Intenti” con la quale propone valori, propositi strategici, nome e simbolo del nuovo partito. Appare, per la prima volta, la Quercia.

Pubblica il libro “L’indimenticabile ’89” (ed. Feltrinelli).

Il 3 febbraio 1991, a Rimini, nasce il Partito Democratico della Sinistra a conclusione del XX Congresso Nazionale del PCI. Una parte di quel terzo di militanti che si era dichiarato contro la svolta decise di scegliere la strada della scissione, fondando “La Rifondazione comunista”; un’altra parte, capeggiata da Ingrao, Tortorella e Natta, decise invece di restare nel nuovo partito, dando vita a una corrente politica.

Achille Occhetto è eletto Segretario nazionale del Pds, riunito a Roma l’8 febbraio 1991, diventando così l’ultimo segretario del Pci e il primo del Pds.

Tra il 1990 e il ’91 promuove il primo impeachment della storia della Repubblica, nei confronti di Francesco Cossiga.

Grazie a intensi contatti internazionali con leader come Kruscev, Ho-Ci-Min, Arafat e Gorbaciov accresce la sua esperienza internazionale. E’ particolarmente con Gorbaciov che in quegli anni intrattiene interessanti scambi di idee, al punto che il leader sovietico, in un viaggio a Roma, chiamato da alcuni prestigiosi oppositori della svolta a un incontro volto a fargli prendere le distanze dall’iniziativa di Occhetto, si negò all’incontro, pur mantenendo una posizione neutrale nei confronti del dibattito interno al Pci.

Successivamente gli incontri con Mitterand, Mauroy, Palme, Brandt, Kinnock, Perez, gli consentono di svolgere una attiva azione internazionale volta a favorire l’ingresso del Pds  nell’Internazionale Socialista.

E’ tra i soci  fondatori del Partito del Socialismo Europeo.

Nel 1993, con l’elezione diretta dei Sindaci, la sinistra, per la prima volta, conquista, eccetto Milano, tutti i principali comuni italiani.

Achille Occhetto conclude i lavori del XX Congresso