«Renzi vincerà, rottami nomi e idee»

«Condivido molto di Civati, Cuperlo rompa con l’apparato»

di GIAMBATTISTA ANASTASIO

Leggi l’articolo del Giorno di LUNEDÌ 18 NOVEMBRE 2013

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19 comments on “Occhetto, il Pd e la svolta tradita

  • …..ottima intervista, di fatto è ciò che pensano la maggioranza degli iscritti ed elettori del Pd, su Renzi il mio giudizio è assai più severo io non credo che passi attraverso lui il nuovo partito della sinistra italiana, gli manca la cultura politica della sinistra e molto verosimilmente le idealità….mi pare uno che sostanzialmente guarda all’America come fece Walter Veltroni e sappiamo che fine ha fatto….

  • ..essere dell’apparato non è affatto una posizione spregevole come spesso ormai viene giudicato questo ruolo politico, se per apparato intendiamo figure che rappresentano il popolo e non i propri interessi personali e qualche volta personalissimi….su Veltroni avrei molto da dire su alcune scelte che ha fatto mettendo insieme ciò che non poteva stare insieme, certamente non è andato via da solo ma l’hanno cacciato…….

  • Allora: bisogna prima di tutto dare una definizione di apparato. Nel caso del Pd l’apparato è sicuramente una degenerazione dell’apparato Pci, che con tutti i difetti costituiva un’organizzazione efficiente sotto tantissimi aspetti. Ora rappresenta solo ed esclusivamente il potere di D’Alema e usa ogni mezzo per mantenerlo. Veltroni non ha mai avuto grande spessore politico, ma aveva l’enorme pregio di saper parlare al di fuori della cosiddetta sinistra. Cosa che oggi fa Renzi e che lo rende il nemico numero uno della destra becera e della sinistra di apparato, appunto. Che non vincerà mai neanche al superenalotto rimanendo bella (a chi piace) e inutile.

  • ..sulla diversità tra l’apparato del Pd e quello del grande PCI sono totalmente d’accordo, poi sul fatto che bisogna saper parlare fuori dai confini del proprio elettorato questo è altrettanto vero ma noi abbiamo un problema assai più grave non riusciamo più parlare alla nostra gente questo è il punto politico che mina la natura stessa dell’essere di sinistra… potrai prendere qualche voti in più al di fuori del tradizionale contenitore ma perdi l’orizzonte…oggi dobbiamo ricostruire la sinistra partendo dalla enorme eredità lasciataci del grande E. Berlinguer e francamente non credo che questo possa farlo Renzi, anzi sono convinto che la sua vittoria farà saltare il Pd, cosa che peraltro auspico, ma non sarà lui il leader della sinistra…..

  • Su questo, divergiamo. Io lascerei stare Berlinguer, grande figura ma di altri tempi. Tempi in cui il Pci prendeva i soldi da Mosca e che Achille Occhetto ha faticato non poco a rendere un partito accettabile in Europa. Il problema è proprionon aver saputo parlare alle nuove generazioni, far digerire il boccone amaro dell’errore fatale del vecchio Pci, che credeva davvero al comunismo, al punto di inventarne una versione “Euro” che non stava in piedi. Così pian piano la sinistra ha perso l’egemonia culturale e non ha incrementato il consenso al centro, rimanendo con un serbatoio di irriducibili vecchi che si esaurirà col tempo per motivi anagrafici.

  • ….non possiamo lasciar stare Berlinguer per una ragione fondamentale della nostra storia e idealità politica, la politica deve’essere prima di tutto un fatto di onesta e correttezza nell’esercitarla, e se mi è consentito dire questo manca profondamente nell’attuale Pd un pò a tutti i livelli politici e di potere…..Quanto cito Berlinguer non lo faccio per nostalgia ma per l’insegnamento politico che ci ha dato e lasciato in eredità che riguarda in primo luogo la gigantesca Questione Morale che affligge questo paese da decenni….Se mancano questi presupposti non può esistere nessuna sinistra degna di questo nome….

  • Non credo sia così. Questo è ciò che vorrebbero farcredere i suoi potentissimi avversari e noi tendiamo a caderci. Poi lui ha atteggiamenti guasconi che mal si conciliano con la mentalità d’antan. Ma in realtà è l’unico che ha posto la questione di un ripensamento radicale della sinistra, senza il quale essa è destinata a morire. Ridisegnare i rapporti conl’imprenditoria, rinnovare il sindacato, rinunciare allapretesa superiorità etica e culturale. Sono cose molto difficili ma essenziali, non evanescenti come si vuol farcredere.

  • …la decadenza della politica attuale e di chi a sinistra non è stato capace di cambiarla per convenienza e adattamento al sistema , sta proprio nell’aver smarrito quei valori e capisaldi della storia antica che ha dato origine al movimento operaio e di massa e alle grandi idee di cambiamento e trasformazione sociale che la caratterizzata per secoli anche sul piano culturale e morale….non è una questione di superiorità culturale ma di un’altro modo di vedere l’uomo e la sua organizzazione sociale…..

  • Sì, ma quelle idee antiche si chiamavano marxismo e comunismo. E sono state inequivocabilmente sconfitte dalla Storia,questa è una realtà che va accettata.Allora barcamenarsi nel mondo occidentale (e succhiandone gli aspetti positivi che non sono pochi) portando una bandiera che ne contesta le basi, è inaccettabile. Non può durare, e infatti non dura.

  • ..in verità mi riferivo a tutta la filosofia umanistica precedente al pensiero di Marx, qui il discorso si farebbe fin troppo lungo e complicato, ma una cosa la voglio dire: più che il pensiero di Marx è fallita la sua interpretazione e distorta applicazione…. ma oggi non è in discussione le nostre origini culturali, che andrebbero qualche volta salvaguardate e non calpestate come appare di moda farlo oggi, ma quello di riuscire a ritrovare il bandolo della matassa di una sinistra Italiana ed anche europea che non sa più ritrovarsi….per te Renzi è la risposta per me no…tuttavia l’importante che insieme si vada nella stessa direzione del cambiamento, della libertà e uguaglianza sociale, e dei diritti civili, sul resto possiamo dibattere accrescendo il valore delle nostre idee e opinioni…..

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